14° Rallylegend: emozioni a quattro ruote ai piedi del Titano

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Venerdì mattina, entrando al Rally village, situato a Serravalle, si respirava un'aria pura, un'aria ricca di passione e gioia. Un clima di festa condiviso da migliaia di appassionati accorsi da ogni parte del mondo per assistere al L'Evento emblema dei rally storici. 
La gara Sanmarinese, giunta alla quattordicesima edizione, non deludeva le aspettative della vigilia. Un parco macchine unico, coadiuvato da una lista di campioni di prim'ordine, ingolosivano il pubblico accorso numeroso sulle prove speciali.
Vari gli appuntamenti col passato organizzati da Vito Piarulli e dal suo staff. Emozionante la conferenza in ricordo di Pucci Grossi, Campione romagnolo recentemente scomparso, ed interessanti i ricordi raccontati dai protagonisti dei successi Lancia-Alitalia.

IMGP8251Il fascino dei rally notturni dava quindi il via al Rallylegend, un tuffo nel passato a ricordare i tanto lontani anni '70 e '80 con le vetture e i piloti che resero celebri i rally: le Lancia Stratos, 037, Detla S4 e Integrale, la Peugeot 205 t16 e.2, le Talbot Sunbeam, le Audi Quattro, venivano seguite a ruota dalle modernissime WRC, che assieme alle KitCar, rappresentavano l'evoluzione tecnologica e prestazionale dei rally. 
Riscuotevano parecchio successo le esibizioni di campioni quali Miki Biasion, Kankkunen, Panizzi, Gronholm, Hayden Paddon e Navarra, mentre i passaggi del Campione britannico Russell Brookes venivano accompagnati dagli applausi degli esperti del settore.
La giornata di sabato portava con se la pioggia che non fermava i tifosi, pronti a bagnarsi per seguire lo spettacolo del Rallylegend. Il pubblico, presente su tutto il percorso in gran quantità, causava parte del ritardo accumulato durante la seconda giornata di gara, in quanto gli organizzatori riscontravano delle anomalie con le norme di sicurezza. Il secondo giorno di gara continuava comunque fra traversi e divertimento. DSC 0169R
Ad impreziosire il rally, ci pensavano le esibizioni dei campioni "Alitalia". Markku Alen, Sandro Munari, Timo Salonen e Simo Lampinen, a bordo delle Fiat 131 e della Lancia Stratos, riportavano agli occhi di tutti lo strapotere italiano nel rally di metà anni '70, periodo florido di successi e di gioie, sotto le sapienti guide strategiche di Daniele Audetto e Cesare Fiorio.
Domenica mattina, l'emozione fra il pubblico non si era ancora dissolta. La pioggia, che aveva profondamente bagnato il percorso nelle prime ore del mattino, lasciava la scena alle automobili ed ai piloti, pronti a dare spettacolo per l'ultima giornata di gara in un tracciato insidioso e scivoloso
Motosport is Dangerous, una frase sentita e risentita, una frase che spesso, troppo spesso, riporta tutti con i piedi per terra.
Le insidie dell'acqua si manifestavano durante il primo passaggio sulla prova speciale "San Marino".

DSC 0172RI tragici eventi mutavano istantaneamente i volti di tutti. Sorrisi e gioie lasciavano improvvisamente l'ambiente e un velo di tristezza si apriva fra gli appassionati. L'era 2.0 aveva infatti permesso l'immediata diffusione di quanto successo nel tornante sinistro a poche centinaia di metri dal fine prova. 
Gli organizzatori interrompevano immediatamente la gara, profondamente scossi per il verso che il Rallylegend, emozionante e divertente sino a quel momento, aveva improvvisamente preso. 
In poche ore, il popolo dei Social si è naturalmente trasformato in un tribunale. Attribuire le reali colpe, naturalmente, spetta a degli organi competenti.
Per onor di cronaca Pedersoli Luca e Anna Tomasi, su Citroen C4 WRC, si sono aggiudicati il “Rallylegend WRC”, Luigi Battistolli "Lucky" e Fabrizia Pons, su Lancia Delta Integrale, hanno primeggiato nel “Rallylegend Myth”, mentre Totò Riolo e Gianfranco Rappa hanno vinto il “Rallylegend Historic” su Audi Quattro.

DSC 0194RAgli organizzatori del Rallylegend va, comunque, un meritato applauso per lo splendido spettacolo messo in campo anche quest'anno, ma soprattutto per l'efficienza e la tempestività dei soccorsi.
Un doveroso e sentito pensiero va a quanti soffrono per l'accaduto.

Andrea Ippolito