100 edizioni in 110 anni. Targa Florio

Targa 1

 

Targa 2Un patrimonio unico, inestimabile, donato da Vincenzo Florio, una mente innovativa che vedeva ben oltre i limiti imposti dai tempi.

Una leggenda che ha vissuto fra le due guerre, una leggenda che è esplosa dopo la metà del secolo scorso e che, attraverso il campionato mondiale prototipi, ha raggiunto un livello di notorietà in tutto il mondo. L'avvento di nuovi regolamenti l'ha trasformata negli anni, dai prototipi si è passati alle vetture da rally, dalle lunghissime notti gloriose si è passati al Gara 1 e Gara 2.

Il palcoscenico unico delle Madonie, con i suoi colori e il suo calore, ha ospitato celebri e vincenti piloti, da Nuvolari a Munari, da Andruet ad Andreucci. Maghi del volante che per una settimana diventano eroi, accolti ed osannati come solo il popolo siciliano sa fare.

Una centesima edizione che alla vigilia si presentava con numeri inconsueti ed impressionanti per il difficile periodo che i rally vivono in Italia.Quasi 300 iscritti fra moderne e storiche, i migliori d'Italia a fianco dei tanti siciliani che hanno voluto onorare "a cursa", tanti sacrifici per un evento difficilmente ripetibile. Difficile la gestione di così tante vetture, che sin da venerdì sera hanno portato con i loro passaggi, oltre al rombo dei motori, anche ritardi, troppi e lunghi.  Un plauso va fatto alla direzione di gara, che ha dovuto affrontare e gestire una situazione che tanto assomigliava ad un ordigno. Non reputo corretto imputare i ritardi allo staff che ha coordinato la gestione della targa i numeri non permettevano margini di errore, e lo stesso staff non è stato aiutato dagli ufficiali di gara, spesso impegnati a fare foto o video nei punti con maggior afflusso di pubblico, pronti a far polemica con i tifosi invece di compiere con competenza e dedizione il loro importante ruolo in una manifestazione rallystica. Ma la Targa Florio, la centesima, non deve essere ricordata per questi episodi. Da tempo non si vedeva una gara così combattuta nel CIR. Un duello lungo due tappe fra Paolo Andreucci e Giandomenico Basso prima, e Andreucci e Andrea Nucita poi. Tre vincitori diversi? Secondo le classifiche si.  Paolo ha vinto la Targa, complice il ritiro di Giando (vincitore di Gara 1) e un testacoda di Andrea (vincitore di Gara 2). Molti dicono che Ucci abbia vinto immeritatamente ma, si sa, i rally sono anche questo e alla fine vince sempre chi sbaglia meno.  Il campionato italiano ha anche visto la bella lotta fra Marco Pollara e Giuseppe Testa nello junior che hanno diviso il massimo punteggio nelle due frazioni di gara, con un"1 a 1", che mantiene i giochi apertissimi per la lotta tricolore. La seconda gara, il CRN, vedeva al via un gran numero di siciliani. Anche qui la lotta per la vittoria è stata combattuta, i nisseni Carlo Fabrizio La Rocca (vincitore) e Roberto Lombardo (secondo classificato) hanno battagliato per tutta la giornata di sabato, con tempi degni della top ten anche nella gara CIR.

Lo storico, con le sue fantastiche vetture, ha fatto godere gli amanti dei bei vecchi tempi. Le Lancia Stratos e Delta, la Ford Escort MKI, e le tante Porsche, sono state condotte brillantemente da assi del volante, Comas, "Lucky" e Lucio Da Zanche (in stretto ordine di arrivo) hanno formato il podio ma, è giusto rendere onore a tutti i piloti. Purtroppo, seguendo il rally, non ho potuto apprezzare le splendide vetture che, insieme ai loro storici condottieri, hanno infiammato le tribune di Cerda davanti ad un pubblico estasiato da un mondo ormai scomparso. 

Il collage che accompagna questo mio, personale, pensiero, è l'immagine del ricordo che custodirò. La Lancia Delta, in una magica livrea Martini, simbolo del mondo che tanto rimpiangiamo, un mondo dove l'Italia dominava e, ovviamente, il mare e la natura siciliana, una cornice che rende speciale la Targa.

Un patrimonio unico, inestimabile, donato da Vincenzo Florio, una mente innovativa che vedeva ben oltre i limiti imposti dai tempi.
Una leggenda che ha vissuto fra le due guerre, una leggenda che è esplosa dopo la metà del secolo scorso e che, attraverso il campionato mondiale prototipi, ha raggiunto un livello di notorietà in tutto il mondo.
L'avvento di nuovi regolamenti l'ha trasformata negli anni, dai prototipi si è passati alle vetture da rally, dalle lunghissime notti gloriose si è passati al Gara 1 e Gara 2.
Il palcoscenico unico delle Madonie, con i suoi colori e il suo calore, ha ospitato celebri e vincenti piloti, da Nuvolari a Munari, da Andruet ad Andreucci. Maghi del volante che per una settimana diventano eroi, accolti ed osannati come solo il popolo siciliano sa fare.
Una centesima edizione che alla vigilia si presentava con numeri inconsueti ed impressionanti per il difficile periodo che i rally vivono in Italia.
Quasi 300 iscritti fra moderne e storiche, i migliori d'Italia a fianco dei tanti siciliani che hanno voluto onorare "a cursa", tanti sacrifici per un evento difficilmente ripetibile.
Difficile la gestione di così tante vetture, che sin da venerdì sera hanno portato con i loro passaggi, oltre al rombo dei motori, anche ritardi, troppi e lunghi. 
Un plauso va fatto alla direzione di gara, che ha dovuto affrontare e gestire una situazione che tanto assomigliava ad un ordigno. Non reputo corretto imputare i ritardi allo staff che ha coordinato la gestione della targa i numeri non permettevano margini di errore, e lo stesso staff non è stato aiutato dagli ufficiali di gara, spesso impegnati a fare foto o video nei punti con maggior afflusso di pubblico, pronti a far polemica con i tifosi invece di compiere con competenza e dedizione il loro importante ruolo in una manifestazione rallystica.
Ma la Targa Florio, la centesima, non deve essere ricordata per questi episodi.
Da tempo non si vedeva una gara così combattuta nel CIR. Un duello lungo due tappe fra 
Paolo Andreucci e Giandomenico Basso prima, e Andreucci e Andrea Nucita poi.
Tre vincitori diversi? Secondo le classifiche si. 
Paolo ha vinto la Targa, complice il ritiro di Giando (vincitore di Gara 1) e un testacoda di Andrea (vincitore di Gara 2). Molti dicono che Ucci abbia vinto immeritatamente ma, si sa, i rally sono anche questo e alla fine vince sempre chi sbaglia meno. 
Il campionato italiano ha anche visto la bella lotta fra 
Marco Pollara e Giuseppe Testa nello junior che hanno diviso il massimo punteggio nelle due frazioni di gara, con un"1 a 1", che mantiene i giochi apertissimi per la lotta tricolore.
La seconda gara, il CRN, vedeva al via un gran numero di siciliani. Anche qui la lotta per la vittoria è stata combattuta, i nisseni 
Carlo Fabrizio La Rocca (vincitore) e Roberto Lombardo (secondo classificato) hanno battagliato per tutta la giornata di sabato, con tempi degni della top ten anche nella gara CIR.
Lo storico, con le sue fantastiche vetture, ha fatto godere gli amanti dei bei vecchi tempi. Le Lancia Stratos e Delta, la Ford Escort MKI, e le tante Porsche, sono state condotte brillantemente da assi del volante, Comas, "Lucky" e 
Lucio Da Zanche (in stretto ordine di arrivo) hanno formato il podio ma, è giusto rendere onore a tutti i piloti.
Purtroppo, seguendo il rally, non ho potuto apprezzare le splendide vetture che, insieme ai loro storici condottieri, hanno infiammato le tribune di Cerda davanti ad un pubblico estasiato da un mondo ormai scomparso. 
Il collage che accompagna questo mio, personale, pensiero, è l'immagine del ricordo che custodirò.
La Lancia Delta, in una magica livrea Martini, simbolo del mondo che tanto rimpiangiamo, un mondo dove l'Italia dominava e, ovviamente, il mare e la natura siciliana, una cornice che rende speciale la Targa. 

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